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Simeto, fra natura e architettura

Escursioni
Data: 24 Gennaio 2016 07:45 - 17:30

Luogo: Simeto

 

Natura e architettura. 

 

 

Un connubio singolare per la scoperta e la conoscenza di un territorio.
Il processo di contaminazione fra le due entità definisce l’idea di ‘luogo’.
L’architettura trae la sua unicità dal rapporto inscindibile che instaura con la ‘natura’, che la circonda e la connota.
Il paesaggio è la sintesi della contaminazione fra natura e architettura.
Il corso fluviale del Simeto rappresenta il palinsesto naturale e antropologico che definisce e caratterizza il versante occidentale dell’Etna, in un territorio ricco di testimonianze storico-archeologiche.

 

 

Il fiume Simeto: caratteri orografici

 

 

Il bacino dell’alto Simeto sintetizza la storia geologica della Sicilia, quella vulcanologica dell’Etna e la storia dell’uomo nella Sicilia orientale: a nord, i Nebrodi, che in questo contesto sono i terreni di più antica formazione; a ovest, i Monti Erei, geologicamente più recenti; a sud, la piana di Catania, con terreni alluvionali; a est, il massiccio dell’Etna, vulcano ancora giovane le cui prime manifestazioni eruttive si fanno risalire a circa mezzo milione di anni fa.
Lungo tutto l’alto Simeto sono numerosi e vari i punti di interesse storico-ambientale e forti i caratteri di diversità rispetto al resto del fiume. Il bacino del basso Simeto infatti (dalla confluenza con il Salso sino alla foce) presenta aspetti totalmente diversi: i monti Erei digradano fino a scomparire mentre predomina l’ampia pianura alluvionale di Catania.

 

Adrano e il Simeto: le forre laviche e il Ponte dei Saraceni

 

 

Il Simeto entra nel territorio di Adrano con discrezione, in un alveo pianeggiante fra campi poco estesi di terreni alluvionali, ma dopo meno di un chilometro dal confine con Bronte, precipita vorticosamente in gole profonde – dette “forre” – a tratti spettacolari, dove continua a scorrere per almeno cinque chilometri (fino alla “Carrubba”) fra stretti argini lavici invalicabili.
A breve distanza dalla gole, ecco ergersi maestoso il celebre ponte detto dei “Saraceni”, una delle opere civili storicamente e architettonicamente più significative della Sicilia medievale: una sola arcata a sesto acuto collega le due sponde; a sinistra, altre arcate minore di foggia diversa collegano il vertice dell’ogiva al piano di campagna. L’arcata principale si fa risalire al periodo arabo-normanno, ma pare che esistesse un ponte con arco a tutto sesto già in età romana, come attesterebbe il robusto basamento in conci lavici perfettamente squadrati.
Non lontano dal ponte dei Saraceni, si trova l’area della città sicula del Mendolito, che il celebre archeologo Paolo Orsi aveva individuato circa un secolo fa. Un insediamento urbano del IX-V sec. a.C., definito dagli esperti come uno dei più importanti ed evoluti della civiltà sicula, di cui oggi possiamo ammirare parte della cinta muraria e la monumentale porta sud, composta da due torrioni a forma di ferro di cavallo e da un ampio corridoio di accesso.
Paternò e il Simeto: l’area naturalistica di Ponte Barca
Oltre ad Adrano, un grosso centro in stretta simbiosi con il Simeto è Paternò.
La dominazione romana ha lasciato lungo il corso d’acqua i resti di un antico ponte in pietra, nei pressi di contrada Pietralunga.
Più a valle, in contrada Ponte Barca, il greto del fiume si allarga in prossimità di una diga artificiale, che ha favorito la formazione di anse ed ampi acquitrini temporanei che attirano numerose specie di uccelli acquatici.
Nel 2009 l’area di Ponte Barca viene dichiarata oasi di rifugio e protezione della fauna selvatica, caratterizzata da 70 specie diverse di uccelli migratori acquatici, e riconosciuta come sito di interesse comunitario.
L'importanza dell'oasi paternese è dovuta anche al fatto che è diventata luogo di nidificazione del pollo Sultano, che è tornato a riprodursi negli anni settanta, grazie a un progetto realizzato nell’oasi del Simeto in collaborazione con la LIPU.

 

 

 

PROGRAMMA:

ore 7.45 raduno in Piazza Carmine a Giarre; ore 8.00 partenza;


Rientro previsto a Giarre ore 17:30 (circa).


Livello difficoltà dell’escursione: facile


Pranzo al sacco.
Accompagnatore: Arch. Massimo Inzerilli


Attrezzatura consigliata: scarpe da trekking , abbigliamento consono alla stagione, k-way, berretto, macchina fotografica, binocolo.


Per prenotazioni, eventuale contributo alle spese, informazioni sull’escursione telefonare entro il 20 gennaio a: Luciano Vasta tel. 328 7019775.


N.B. NON SI TERRA' CONTO DELLE PRENOTAZIONI SU FACEBOOK

 

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Telefono
328 7019775
Email
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Luogo
Ponte Simeto, Paternò CT
Italia

 

Altre date


  • 24 Gennaio 2016 07:45 - 17:30

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